Un viaggio nell’India autentica – raccontato da chi la conosce bene

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Milleni di storia e cultura racchiusi in un unica nazione, meraviglie naturali che vanno da montagne altissime a spiaggie infinite, una varietà di colori e tradizioni unica:

Tutto questo è l’ India

Noi ve la vogliamo raccontare attraverso le parole di Sara di Drinkfromlife , un Blog in cui racconta la sua passione per questo paese e i suoi incredibili viaggi Indiani.

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Chi è Sara ?

Sono Sara Chandana, nata in Salento e con uno spirito nomade e ribelle. Nella vita gestisco un  blog, drinkfromlife, sul quale racconto le mie avventure in India, Salento e altri luoghi di bellezza. Amo tessere Ojos Solares, manufatti sacri, d’ispirazione Huicholes (un popolo nativo del Messico al quale mi sento profondamente connessa) e mandala con fili di lana colorata, tenere laboratori su di essi, cerchi di donne e in generale mi muovo nel mondo delle discipline olistiche e della ricerca interiore.

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Come ti sei appassionata all’India?

Ricordo che quando ero piccola mia zia aveva in camera il poster con il  viso in primo piano di una bambina indiana e ogni volta che lo guardavo mi scuoteva qualcosa dentro e mi colpiva il puntino che aveva disegnato tra le sopracciglia. Sono cresciuta seguendo una sorta di filo d’India, complici anche mia mamma e la sua amica L., e, da grande, l’amore si è risvegliato. Questo grazie ai racconti indiani delle guide che ho incontrato lungo il mio cammino di ricerca interiore. Poi ho scoperto che il sogno giovanile di mia mamma e suo fratello gemello era di andare in India… sono cresciuta con l’India nel dna.

Quante volte sei stata in India ?

Tre volte, per un totale di 8 mesi. Adesso sto sognando la quarta.

I consigli per chi affronta un viaggio in India

So benissimo che, per quanti consigli potrei dispensare, poi l’India ti coglie impreparato.

Consiglio di prendersi tempo, se si vuole andare a fondo, non è una meta da visitare velocemente. Di valutare tappa per tappa e, se non si va con un gruppo organizzato, permettersi di stravolgere l’itinerario seguendo il flusso indiano. Sicuramente è importante rispettare le tradizioni, tenendo presente che si è ospiti in un paese che non si conosce.

Per esempio, per le donne, è bene vestirsi in modo rispettoso, evitando abiti succinti o che lascino scoperte parti del corpo che potrebbero attirare l’attenzione. A meno che non si vada sulle spiagge di Goa e anche lì dipende. Non dar soldi ai mendicanti, perché questo alimenta solo un circolo vizioso di povertà e altri meccanismi che qui non sto a spiegare. Se si ha voglia di fare qualcosa ci sono ottimi progetti, meglio dare una mano concretamente.

E poi bere sempre acqua in bottiglie sigillate, perché il nostro corpo non è abituato all’acqua del posto. Consiglio di evitare anche il ghiaccio nelle bibite, per lo stesso motivo. Anche se lo street food può attirare tantissimo è bene evitarlo. Il corpo si deve abituare. Io di solito magio il cibo ai baracchini di strada verso la metà del viaggio (facendo viaggi lunghi), quando sento che l’organismo si è indianizzato un pochino. Tuttavia ci sono persone che hanno uno stomaco di ferro e fin dall’inizio non riscontrano problemi. Meglio comunque non rischiare.

E poi quando si fa shopping è d’obbligo contrattare sempre quando si acquista qualcosa.

E ancora… concedersi la possibilità di familiarizzare con la gente del posto, perché una nota saliente del viaggio in India è il contatto umano.

Cosa  vedere in India

L’India è immensa e una vita non basta per conoscerla a fondo. Dipende se si va a nord o sud e cosa si cerca. Ho amato il Gange cristallino a Rishikesh, nel nord, e sostare tra i massi giganteschi di Hampi, uno dei più antichi villaggi della terra, a sud. Così come stare per un mese nella giungla di Goa, lontana dal turismo selvaggio. O dormire sotto le stelle nel deserto del Thar. Dico sempre che in India basta sedersi su una sedia di plastica beige ad un baracchino di strada, prendere un chai, il tipico tè speziato con latte, e osservare cosa succede. Già quello è impagabile.

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Gange

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deserto del Thar

C’è un itinerario generico che potresti consigliare a chi vuole andare in India e goderne a pieno anche andando fuori dai canonici itinerari turistici?

Dipende dal tempo a disposizione, se si vuole andare a nord o a sud oppure se si ha abbastanza tempo da poter fare su e giù e cosa si vuole fare. Anche andando nei luoghi turistici si possono fare delle deviazioni e scoprire il loro volto segreto. Faccio un esempio del mio primo viaggio. Sono arrivata a Goa, seguendo il consiglio di amici che vivevano lì. Io volevo atterrare a Bombay ma loro mi suggerirono che arrivando a Goa l’impatto sarebbe stato più soft e fu così. Trascorsi qualche giorno in un’area tranquilla, frequentata da meditatori e hippies, in mezzo alla giungla. Poi, indirizzata dagli stessi amici, andai in Karnataka, ad Hampi, con un bus notturno.

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Hampi, Karnataka

Hampi è una meta turistica ma ci sono anche delle aree in cui si può stare in solitudine, a stretto contatto con il luogo. Si tratta di un’area molto particolare che invito a scoprire. Da lì poi mi spostai, sempre in bus a Mysore (ho amato il mercato dei fiori) e poi in Tamil Nadu a Tiruvannamalai (di cui parlerò giù), Pondicherry, città per metà francese che conoscevo solo attraverso il libro Vita di P. e una puntatina ad Auroville, una sorta di città sperimentale in cui vivono uomini e donne di tutto il mondo.

Poi volo interno di ritorno da Chennai a Goa. Ancora qualche giorno nella Goa segreta e via verso la Bella Italia. Questo in un mese. Durante quel viaggio sono finita in luoghi in cui io e il mio compagno di avventure eravamo gli unici occidentali, soprattutto in Tamil Nadu, che non è ancora una preda del turismo selvaggio.

L’india è grande e c’è molto da vedere ma quale è la tua regione preferita?

Non saprei decidere tra gli stati che ho visitato perché ognuno è completamente diverso dall’altro e ugualmente ricco di bellezza e incanto. Il Tamil Nadu mi è rimasto nel cuore, con Arunachala, la montagna sacra a Shiva, la fierezza dei suoi abitanti che parlano un’altra lingua, il tamil, e ho trovato completamente diversi dagli altri indiani con i quali avevo avuto a che fare.

Madurai Tamil Nadu

Madurai Tamil Nadu

Durante l’ultimo viaggio, invece, ho amato il Rajasthan. Non ho fatto il classico giro turistico ma mi sono fermata a lungo in due posti e lì sono stata a contatto con la gente del luogo ma anche con altri viaggiatori che sono diventati miei carissimi amici.

 Un’ esperienza unica che si può fare solo in India secondo te?

 Per la mente occidentale ogni esperienza in India è unica, non scherzo. È un altro pianeta! Per me è stata un’esperienza indimenticabile quella nata dall’ accettare degli inviti a pranzo o cena a casa di gente del luogo che visitavo. Un detto afferma che: “In India l’ospite è Dio” e questo ho potuto sperimentarlo. L’accoglienza degli indiani è davvero toccante, sono di una generosità incredibile verso il prossimo.

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 L’esperienza più bella e la più brutta in India?

Ti dico le prime che mi saltano in mente. Ricordo una bambina del deserto che mi ha seguita per un pezzo di strada fuori dal centro di Pushkar. Era sporca e sorridente. Davanti ai miei occhi vedo ancora la scena in cui lei si allontana da me per andare incontro a turiste imbellettate che la schivarono schifate per strada. In quell’occasione ho pensato che non volevo essere come loro  in quell’occasione e dopo qualche istante io e la bambina camminavamo mano nella mano insieme. Lei era troppo felice di prendermi la mano e mi chiamava didi, sorella.

La sua gioia, nel sentirsi amata e accettata, mi ha toccata profondamente.

La mente mi diceva che probabilmente aveva i pidocchi, sapevo che era sporca, ma il mio cuore reclamava che si trattava soltanto di una bambina e l’ho ascoltato. Anche i ragazzi che erano con me hanno fatto lo stesso con lei e i suoi amichetti, è stato bellissimo.Comunque non voglio giudicare nessuno, la reazione di quelle donne mi ha solo riportata a me stessa, ad osservare come mi comporto io.

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Una brutta esperienza è stata quando un autista di risciò ad Hampi (si faceva chiamare Cobra!) ha lasciato la sottoscritta e il suo compagno di viaggio, ai piedi di una collina di pietre tondeggianti ad Hampi alle 5 di notte e se ne è andato via. Il giorno precedente ci eravamo messi d’accordo con lui che saremmo andati a guardare l’alba sulla cima ma il suo comportamento inaspettato ci lasciò nel panico. Soli, al buio, pensammo il peggio. Immaginavamo che sarebbe uscito qualcuno dalle grotte e chissà cosa sarebbe accaduto. In verità lui era solo andato a bersi un chai! Aveva calcolato perfettamente la durata della scalata e l’arrivo in cima in concomitanza con l’alba. Il bello è che qualche mese fa sono tornata nello stesso posto per sostituire il brutto ricordo con uno bello e positivo.

  A chi consigli un viaggio in India?

A tutti! Un viaggio in india è un’esperienza formativa – o destrutturante a seconda dei punti di vista – e a noi occidentali può portare a rivedere abitudini e condizionamenti. Sicuramente ci vuole un pizzico di sana di follia per tuffarsi nella sua dimensione. Se senti che ti attira… vai!

E ricorda che in India tutto è possibile e niente è certo!

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Sull’Autore

Mi chiamo Konsuelo, Kappa per gli amici sono un appassionata viaggiatrice, co-founder della Cinetica Video Service società di produzione audiovisiva, insieme ad Alessandro il mio compagno di Vita di lavoro e di avventure viaggiamo in tutto il mondo sia per lavoro che per passione; Abbiamo deciso di creare Karoundtheworld per condividere le nostre esperienze ed essere utili a chi come noi vuole visitare una meta in particolare.

11 commenti

  1. Adoro Sarah e la sua India! Ogni volta che si parla di questo paese la mia mente va a lei. Interessante questa intervista, soprattutto per me che India ci sono stata…. Bella idea davvero!

  2. Io sto leggendo man mano tutte le esperienza di Sara, grazie al gruppo Travel Blogger Italiane. E vedo che, così, ci stiamo conoscendo un po’ tutte ed è bellissimo 😀 Mi colpisce come sempre il suo racconto sull’India e sono davvero molto tentata, anche se mi occorrerebbe del tempo e non i classici 10 giorni. Rimando questo viaggio a data da destinarsi e vedremo il destino cosa mi porterà

  3. Stefania Ciocconi on

    Bella intervista che sicuramente fa pensare a un’India da dover conoscere. Io non amo i luoghi troppo caotici e questo mi frena molto nel metterla nella mia wish list ma in ogni caso partirei senza pregiudizi sapendo di dover essere pronta a forti emozioni.

  4. Deve essere un viaggio che cambia la percezione delle cose, del tempo, della vita.
    Ho visto un documentario qualche sera fa su Mumbai e mi ha colpita l’ospitalità e il senso dell’accoglienza di questa terra. Per loro l’ospite è un Dio e non esiste dire no!

  5. Bella intervista, si percepisce l’amore di Sara per l’India 🙂 molte regole da seguire sono le stesse di altri paesi, a volte sono più le cose che abbiamo in comune rispetto alle differenze!

  6. I racconti si Sara sono sempre molto emozionanti, soprattutto se parla di India. L’amore che nutre per questa terra traspare tutto e se non sbaglio è di nuovo in India proprio in questo momento! <3

  7. L’India è uno dei viaggi dei miei sogni e le foto meravigliose di questo post mi hanno fatto venire ancora più voglia di partire… chissà se il 2018 sarà l’anno buono per questa esperienza!

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