Gli occhi tristi dei cani in Myanmar – I cuccioli che ho provato a Salvare

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Ho lasciato un pezzo di cuore in Myanmar – insieme al migliore amico dell’uomo

Premetto che ho un debole per gli animali, i cani sono per me delle creature magnifiche, amorevoli e fedeli, in Italia faccio parte dell’associazione AmoreRandagio che si occupa di recuperare gli animali abbandonati e trovagli una casa, supporto tante associazioni al livello internazionale e cerco sempre di dare il mio contributo per aiutare i più sfortunati, quindi avete ben capito che io adoro i cani di tutte le razze, dimensioni e generi.

Fin dal primo giorno arrivata a Mandalay mi sono scontrata contro il problema del randagismo in questo paese.

Moltissimi cani in giro per la città, tantissimi in condizioni pessime  e spesso ignorati dalla maggior parte delle persone.

La mia Storia

La prima sera come da programma dovevamo salire sulla collina per fare delle riprese del tramonto, a metà percorso però sulla lunga scalinata che porta in alto  il mio sguardo si posa su due cuccioli accasciati al lato dei gradini, un tizio ci passa addirittura quasi sopra pestandoli.

cuccioli

Io non potevo non fermarmi, i piccoli erano estremamente deboli, provo a chiedere a dei venditori nelle bancarelle vicine, ma la lingua è un grosso ostacolo, non parlano inglese, mi mostrano altri cuccioli, tanto piccoli da stare in un palmo di mano, magri da far paura e con un pancione pieno di vermi, la mamma non c’è, non si trova, almeno così mi sembra di capire.

Davanti a quella scena non posso passare oltre, come tutti… come quel ragazzo spagnolo che si ferma accanto a me,  ne accarezza uno,  mi dice “ stanno male eh!” poi  scrollando le spalle se ne va

io no io non me ne potevo andare e lasciali lì così.

Allora tra le zanzare, il caldo e l’ansia che mi fa sudare tanto da sentire il sudore che scende inarrestabile lungo la schiena, prendo il telefono e cerco su Facebook associazioni locali, volontari sul posto, qualcuno che possa aiutarmi, sono in una città che non conosco, appena arrivata e con grosse difficoltà a farmi capire.

Dopo vari messaggi, chiamate e post, trovo una ragazza del posto, una volontaria che ha l’unico rifugio a Mandalay, un posto con 2000 cani salvati da malattie e avvelenamenti, Saw della Royal Heart si attiva subito per aiutarmi, trova anche la mamma che si era allontanata nella sua disperata ricerca di cibo.

Mommy come la chiameremo in seguito è magra, con la rogna e senza più un goccio di latte per i cuccioli, che sono in tutto sette.

myanmar

Saw li porta nel suo stallo temporaneo, dove il veterinario li visita e li cura, la diagnosi però è infausta, sono troppo deboli e malati, uno per uno ci lasceranno nonostante le cure.

In quei momenti mi sono sentita inutile, ho provato a salvarli e non ci sono riuscita, a nulla è valso il mio cercare aiuto…

Unica consolazione è che la mammina sta bene e sta ricevendo tutte le cure necessarie.

Durante questa mia “avventura” grazie ai social sono venuta a conoscenza di persone meravigliose che fanno il possibile per aiutare questi angeli. Partendo da Saw e la sua associazione, Amy una magnifica veterinaria statunitense che ha seguito la vicenda via Facebook e che ci ha dato consigli preziosi, anche lei coinvolta in campagne di sterilizzazione e vaccinazione sul territorio, Terryl dello Yangon Animal Shelter che sta salvando quanti più cani possibili, persone che sono entrate nel mio cuore grazie ai loro immensi sacrifici e a l’amore che ci accomuna per queste anime.

I cani Randagi in Myanmar

EMERGENZA CANI

La popolazione dei randagi in questo paese è estremamente elevata, si vede subito appena si mette piede nelle varie città, a causa della povertà c’è una la totale mancanza di fondi governativi destinati a prevenire con la sterilizzazione il fenomeno, numerosi municipi hanno proposto di “pulire le strade” dai randagi uccidendoli, i grandi sforzi dei volontari e delle pochissime associazioni sul posto non bastano ad arginare il problema, serve l’aiuto di tutti per evitare una strage silente.

La situazione è veramente tragica, ho visto immagini documentate e letto articoli che mi hanno fatto accapponare la pelle, a Yangon sembra sia addirittura vietato dare da mangiare ai cani randagi e gli avvelenamenti sono all’ordine del giorno, la paura di essere morsi da un cane con la rabbia è tanta e questo porta ad azioni distruttive.

La Royal Heart

Questo rifugio ospita più di duemila cani, Saw e il suo team fanno il possibile per aiutare gli animali in strada ma la situazione è veramente difficile, incidenti e avvelenamenti sono molto comuni e le adozioni pari a zero, c’è un disperato bisogno di aiuto.

Lo Yangon Animal Shelter

Un’ associazione e un rifugio che sta facendo l’impossibile per salvare e far adottare più cani possibili. Nei loro piani futuri c’è l’ampliamento del rifugio che come potete ben immaginare è pieno e un programma massivo di sterilizzazione per non far aumentare la popolazione randagia.

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Salvare un Cane o un Gatto quando si è in viaggio

Anche come turisti possiamo fare la differenza, se durante un vostro viaggio incontrate un animale bisognoso, non giratevi dall’altra parte, i Social come Facebook e Instagram hanno un grandissimo potere, potete venire in contatto con associazioni, volontari e veterinari sul posto che possono aiutare un cane o un gatto in difficoltà.

Supportare e fare donazioni alle associazioni nei luoghi da noi visitati è un altro modo per dare il nostro prezioso contributo anche se piccolo, possiamo fare la differenza.

Mommy e gli altri

Ho preso estremamente a cuore questi cani, vorrei trovare un adozione per Mommy e qualche suo amico. Nelle mie intenzioni c’è anche l’organizzazione di una raccolta fondi per aiutare Amy , Terryl e Saw,  per una campagna di sterilizzazione, vaccinazione e adozione.

Myanmar

 

Che dite vi va di aiutarmi ad aiutarli?

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Sull’Autore

Mi chiamo Konsuelo, Kappa per gli amici sono un appassionata viaggiatrice, co-founder della Cinetica Video Service società di produzione audiovisiva, insieme ad Alessandro il mio compagno di Vita di lavoro e di avventure viaggiamo in tutto il mondo sia per lavoro che per passione; Abbiamo deciso di creare Karoundtheworld per condividere le nostre esperienze ed essere utili a chi come noi vuole visitare una meta in particolare.

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